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Qual è il rapporto tra l’amministrazione comunale e l’università?

Credo molto nel rapporto simbiotico che si deve instaurare tra pubblica amministrazione e un altro ente pubblico importante che è votato alla ricerca e alla scienza come l’università. Il comune di Taranto è sede universitaria dell’Università di Bari e del Politecnico di Bari e quindi c’è un rapporto simbiotico già in atto. Ritengo sia fondamentale che questo rapporto venga ad essere sempre più stretto e legato, soprattutto per quanto riguarda i temi che sono a me più cari e vicini come quello dell’architettura e dell’urbanistica perché la città di Taranto ha bisogno di belle architetture, ha bisogno di una pianificazione che sia ragionata e su base scientifica, quindi ritengo che la collaborazione con l’università sia assolutamente il metodo più importante da seguire per portare a compimento questi obiettivi.

Qual è la sua personale visione per quanto riguarda l’area degli ex Cantieri Tosi?

I Cantieri Tosi sono una porzione straordinaria da valorizzare all’interno del contesto del primo seno di Mar Piccolo. Le idee che l’amministrazione comunale di Taranto ha sono molteplici e rispondono al quadro esigenziale di risorse mancanti all’interno della città di Taranto. La mia personale visione è quella di una valorizzazione dal punto di vista naturalistico e soprattutto una valorizzazione di tutto ciò che è il patrimonio archeologico e industriale esistente che, come abbiamo visto questa sera, è testimonianza di una grande storia industriale della marina a Taranto. Sarebbe auspicabile che i Cantieri Tosi potessero tornare a essere un nodo nevralgico della città di Taranto in stretta connessione con il quartiere Paolo VI, il nodo stradale-viario di connessione tra porto e aeroporto e la città consolidata che è rappresentata, appunto, dalla penisola della città nuova, del borgo. Quindi vedo i Cantieri Tosi come uno straordinario nodo strategico della città di Taranto, votato sicuramente alla natura, quindi in connessione con il corridoio ecologico che l’amministrazione comunale di Taranto sta progettando per il primo seno di Mar Piccolo, con il recupero naturalistico delle aree del Galeso, del Parco della Rimembranza e della Punta Pizzone, ma anche soprattutto una valorizzazione dal punto di vista turistico perché, non scordiamoci, che obiettivo primario di questa amministrazione è quello di puntare su un differente tipo di economia per la città di Taranto, non basata strettamente sull’industria ma che possa dare delle alternative sostenibili ed economicamente vantaggiose che possano quindi valorizzare tutte quelle che sono le risorse latenti della città. Quindi mi auspico che la progettazione dei Cantieri Tosi possa tener conto di tutte queste tematiche e possa quindi essere un grande polo culturale di tutela e valorizzazione del mare, del Mar Piccolo e anche del Mar Grande, perché no; una importante infrastruttura quindi legata al mare che possa in qualche modo valorizzare l’intera città di Taranto.

Cosa consiglierebbe a uno studente che si sta approcciando alla progettazione dell’area degli ex Cantieri Tosi?

Da docente di architettura quale sono stato mi sento di dover dire che l’approccio deve essere assolutamente scientifico, quindi basato su analisi sia dello stato di fatto che delle tematiche che possono essere coinvolte all’interno di questo grande tema, che alla fine comprende sia la riqualificazione la valorizzazione delle aree industriali dismesse, ma anche la riqualificazione ambientale di un intero ecosistema. Quindi un approccio sicuramente multiscalare che dalla scala del territoriale possa poi scendere ed essere approfondito alla scala del progetto di architettura. Un progetto che comunque deve tener conto della pianificazione strategica che è in atto, e quindi non può essere completamente soltanto un esercizio accademico, ma la sfida è proprio quella di riuscire a fare qualcosa che sia alla fine potenzialmente realizzabile e quindi possa essere veramente in qualche modo utile alla comunità per prospettare nuove visioni di qualcosa che in questo momento non ha un futuro. Quindi la sfida che vi pongo è quella di cercare di essere in qualche modo visionari ma sempre restando nella concretezza di quelle che sono le problematiche in atto e di quelli che sono i piani di sviluppo della città.

L’attuale Amministrazione Comunale ha avanzato la candidatura di Taranto per i Giochi del Mediterraneo del 2025. L’idea di usare questa area per i Giochi è già stata presa in considerazione? E un’architettura iconica proprio nell’area degli ex Cantieri Tosi potrebbe essere un modo efficace per rilanciare le sorti della città?

La città di Taranto si è candidata, e la candidatura è stata accettata, ai giochi del Mediterraneo del 2025. Qui si apre quindi uno scenario di pianificazione per arrivare a quella data con una serie di infrastrutture che in questo momento non ci sono, quindi è importante per noi capire sia quali sono le strutture che vanno realizzate, sia dove realizzarle, ma soprattutto come. Secondo me l’area dei Cantieri Tosi potrebbe essere uno degli scenari ideali, perché affacciato sul Mar Piccolo, perché a stretto contatto con l’acqua, perché prospiciente la città e quindi fonte privilegiata di osservazione della città e potrebbe essere un luogo simbolo di rinascita sia architettonica, ma anche culturale, sociale e, perché no, sportiva per la città. Quindi mi immagino che all’interno del bacino del primo seno di Mar Piccolo la città si possa specchiare di fronte un’architettura importante, iconica che possa dare nuova luce alla vocazione straordinaria turistica e anche culturale della città di Taranto.