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Rilievo dei cantieri

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INFRASTRUTTURE

Nell’immagine in alto sono raffigurati i principali corridoi di traffico europei che interessano la regione italiana, come quelli del Reno-Alpi (arancio), quelo Baltico-Adriatico (blu) e Mediterraneo (verde), i quali si attestano fino al  settentrione.

In particolare, il corridoio Scandinavia-Mediterraneo (fucsia), attraversa per intero la penisola, diventando il nervo principale della rete infrastrutturale.

I punti evidenziati in azzurro indicano i nuceli generatori di traffico ferroviario: i dati mettono in risalto l’importanza di Bari Lamasinata con più di 4000 treni di traffico combinato all’attivo nel 2016; le località in giallo, invece, rappresentano i punti con mancanza di richieste di traffico.

Il nodo Bellavista nei presi di Taranto presenta solo traffico di treni di tipo convenzionale.

Alcuni degli interventi feroviari previsti nel territorio a sud di Bari e nel Salento prevedono, oltre al rafforzamento del nodo del capoluogo, un adeguamento delle stazioni di Taranto e Lecce, con l’introduzione di un nuovo capolinea presso Brindisi e Nasisi. Verrano inoltre potenziati gli assi sulla sponda adriatica e quello interno Bari-Taranto-Lecce (in rosso e in blu).

Paesaggio

Sistema delle tutele

Dal Febbraio 2015 è vigente ed esecutivo sull’intero territorio regionale il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), strumento urbanistico territoriale volto alla tutela delle categorie dei beni paesistici ambientali e storico culturali. Si occupa della divisione del territorio regionale in unità minime di paesaggio e ambiti di figure territoriali a seconda delle caratteristiche fisico ambientali e storico culturali che ne definiscono l’identità paesaggistica. Il territorio di Taranto fa parte dell’Ambito 8 “Arco Ionico Tarantino” e nella figura territoriale “Anfiteatro e Piana Tarantina”.

Struttura Idrogeomorfologica

Il sito dei Cantieri Tosi, oltre ad essere sottoposto al vincolo idrogelogico, presenta aree di rispetto a 300 m dalla costa e a 150m dalle sponde dei fiumi. A riguardo, gli interventi consentiti sono opere idrauliche per la messa in sicurezza delle aree e interventi di sistemazione e miglioramento ambientale, eliminando la vegetazione superflua al fine di assicurare il regolare deflusso delle acque, garantendo la salvaguardia di persone e beni a fronte di eventi pericolosi. Inoltre è consentita la valorizzazione dei sistemi costieri spiaggia-duna-pineta/macchia, partendo dalla costruzione
di accessi alla spiaggia compatibili con la naturalità del luogo, giungendo fino all’abbattimento degli abusi edilizi e la loro delocalizzazione. Inoltre sia nel Mar Grande e nella parte settentrionale di entrambi seni del Mar Piccolo sono localizzate delle sorgenti sottomarine con diversa salinità che assieme ai venti e alle maree, condizionano l’andamento delle correnti superficiali e profonde. Alcune sorgenti come quella del Tara (a nord del Mar Grande), del Galeso (primo seno del Mar Piccolo), del Riso o del Cervaro ( secondo seno del Mar Piccolo) apportano acqua dolce mista ad acqua salmastra, creando una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, comunemente chiamati cozze. Nei due seni del Mar Piccolo si trovano sorgenti sottomarine di acqua fredda ipogea (citri, in greco caldaie ribollenti) che rivestono un ruolo molto importante. Esse infatti, regolamentano la temperatura delle acque dell’intero bacino, ne influenzano la salinità (di poco inferiore rispetto a quella del mare aperto). Nel primo seno troviamo in particolar modo il citro del fiume Galeso, corso d’acqua che scorre sulle sponde del bacino, rifugio di numerose specie di uccelli acquatici. 

Se il Mar Piccolo è una realtà particolarmente produttiva, rifugio di numerosissime specie marine è soprattutto per la ricchezza dei sali di azoto e fosforo apportati dai corsi d’acqua, la bassa profondità e il ridotto idrodinamismo. Tra le specie che popolano i seni troviamo microscopici organismi planctonici, bavosa dalmatina (Microlipophrys dalmatinus) abbondantemente presente in entrambi i seni, nudibranco Thecacera pennigera, due specie di Ippocampo (Hippocampus guttulatus, H. hippocampus) grande spugna Geodia cydonium, pesce ago di Rio (Syngnathus abaster), paguro Paguristes streaensis e molti altri. Esse, autoctone, sono in convivenza con specie mai viste prima nel luogo (convivenza resa a pericolosa per l’invasività delle ultime) provenienti da varie parti del mondo trasportate nelle acque di zavorra o incrostate sugli scafi delle navi che entrano nel porto di Taranto. Tra queste: Ascidie peruviane (Polyandrocarpa zorritensis), colorati vermi tropicali (Branchiomma luctuosum), nudibranchi bitorzoluti (Melibe viridis) provenienti dal Mar Rosso, minuscoli mitili asiatici (Arcuatula senhousia), ascidie a pois (Distaplia bermudensis) originarie delle Isole Bermuda.

 

GRUPPO rilievo

Il gruppo si è occupato del rilievo dell’area Cantieri Tosi attraverso l’utilizzo di materiale fotografico e cartografico necessario per comprendere la struttura e locazione degli edifici presenti nell’area.

 

GRUPPO ANALISI TERRITORIALE

Il gruppo si è occupato dell’analisi territoriale paesaggistica dell’area di Taranto e in particolare dei mar piccolo e dell’area degli ex Cantieri Tosi, necessaria a comprendere quali comportamenti adottare rispetto ai vincoli e le tutele vigenti sull’area di intervento, approfondendo le tematiche sulle specie animali e generazionali autoctone.

GRUPPO INFRASTRUTTURE

Il gruppo si è occupato dello studio delle infrastrutture del territorio tarantino con particolare attenzione all’area interessata dai Cantieri Tosi e la vicina Stazione Nasisi.

GRUPPO MODELLO 3D

Il gruppo si è occupato della realizzazione del modello digitale tridimensionale necessario alla realizzazione di studi volumetrici, viste renderizzate, stampa 3d e lavorazione digitale.

SPAZI GREEN-TOSI

Architectural Design Laboratory IV - Prof. Arch. G. Fallacara